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Maso Simmele Müller - La nostra storia

Il maso venne citato per la prima volta nel 1780 e fu Simon Mulser a dargli questo nome, la cui famiglia ne ha mantenuto la proprietà fino al 1891. Nel 1869 la costruzione venne completamente rifatta in stile patrizio con 3 mulini, quando l'epoca d'oro dei mugnai, in realtà, volgeva ormai al termine. Nel 1891, dunque, sotto il peso del debito contratto per la ristrutturazione, la proprietà venne venduta.

Nel 1892, dopo essere passata nelle mani di diversi proprietari, la fattoria venne acquistata da Alois Fill e da allora appartiene alla sua famiglia.

La principale fonte di reddito continuò a essere l'attività del mulino, che macinava cereali di vario genere, come frumento, segale, grano saraceno, orzo, avena e mais per le vicine località di Castelrotto, Fiè e Campodazzo. Per poter soddisfare la grande richiesta, si lavorava tutto l'anno, giorno e notte, interrompendo l'attività solo per i lavori di manutenzione, come procurarsi le pietre da macina o lavorare sulla trasmissione o sulla gora.

Anche allora si faceva la massima attenzione alla pulizia per evitare la formazione di impurità, come le larve della farina, che potevano proliferare anche in presenza di piccole quantità di farina rimaste nel mulino.

Il processo di trasformazione dal grano al pane veniva costantemente accompagnato e sorvegliato dal mugnaio. Il mugnaio andava a prendere il grano dal contadino con il suo tiro di cavalli, lo macinava il più finemente possibile e metteva la farina in sacchi di pelle di sua proprietà per portarla al fornaio, il quale a sua volta cuoceva il pane; il mugnaio prendeva questo bene di consumo e lo portava al contadino, che chiudeva l'intero ciclo.

Nel 1946 il mulino venne rimodernato ancora una volta da Paul Fill, il quale sostituì le ruote dentate con una turbina Pelton.

Con la trasformazione colturale degli anni 60, nel passaggio da campo coltivato a pascolo, la produzione di cereali subì un calo progressivo sempre più forte e con esso la redditività del mulino, la cui attività venne così sospesa nel 1969. Da quel momento in poi, la macinazione dei cereali è proseguita prevalentemente solo per uso personale e continua ancora oggi.

Negli anni 90 è avvenuta un'ulteriore trasformazione con il passaggio dall'allevamento di bestiame alla frutticoltura, senza però dimenticare la lunga tradizione molitoria di famiglia, a tutt'oggi mantenuta.

 

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